mercoledì 2 gennaio 2008

L' Uomo Gatto, parte seconda...


Mi era impossibile negare le somiglianze tra i due avvistamenti di questo ipotetico essere dalle sembianze feline; il cacciatore del '92 ed il testimone di oggi avevano visto la stessa cosa? E se sì, perchè erano passati tanti anni dalle due apparizioni?
Per il momento non avevo la risposta e decisi di non assecondare completamente la mia speranza nei fenomeni soprannaturali e di attenermi ad un serio atteggiamento di scetticismo; in fondo il cacciatore poteva essere stato vittima di una suggestione; egli stesso affermava di essersi assopito poco prima del fatto.
Descisi che l' unica cosa da fare era lasciar perdere e fu con un pò di rammarico che riposi il vecchio articolo di giornale ed il quotidiano con i dettagli della morte dell' anziano.

Come spesso avviene nella vita, fu il caso a ridestare il mio interesse sull' argomento.
Erano passati un paio di mesi dall' accaduto, quando andai in visita da mia nonna Teresa, che vive sola in un antico palazzo ai bordi della città.
Si stava facendo buio, ed i monti lontani erano immersi in un' aurea surreale.
Bevevo una tazza di thè sul terrazzo della sala quando Teresa, arrivandomi da dietro, mi fece sobbalzare; mi versai del thè sulla camicia, ed entrambi ridemmo del mio nervosismo.
La sera era inoltrata e presto la notte avrebbe ricoperto tutto con il suo manto nero.

Parlammo a lungo della mia infanzia e dei ricordi assopiti da tempo affiorarono nella mia mente; un grande abete che stendeva le sue fronde pungenti sino a terra formando una specie di rifugio naturale. Qui ero solito giocare con i miei amichetti di scuola, e come ci sembrava enorme e misterioso il cortile al buio. Ora, visto dall' alto, non era che un misero pezzo di verde tra le case.
Lontano, sulle colline ormai immerse nell' oscurità, scorsi una luce che si accendeva e spegneva ad intervalli regolari.
La voce familiare di mia nonna mi strappò ai miei pensieri:

-Lo sai? Sono andata a trovare la Anna, è morto il cugino di Maria.
-Davvero?
-Sì, ti ricordi? Era quello che ti portava sempre pacchi e pacchi di caramelle, e tu non le mangiavi mai...

Poi Teresa abbassò la voce e si avvicinò:

-Anna mi ha anche detto una cosa, che però tu non devi dire troppo in giro.
-Tranquilla...cosa ti ha detto?
-Ti ricordi di quel vecchio morto nel quartiere delle villette, un paio di mesi fa?
-Sì, c'era sul giornale.
-Lei dice che passava proprio di lì, quella notte, ed ha sentito come un lamento lungo lungo, poi con la coda dell' occhio ha visto qualcosa che si muoveva nel giardino di una casa.
A quell'ora di notte le è sembrato strano e si è girata; poverina,
non l' avesse mai fatto!
-Perchè nonna?
-Era l' Uomo Gatto!!

Un brivido gelido ed insospettato mi scosse il corpo; fui capace di versare altro thè in terra, benchè ormai fosse quasi finito; ma stavolta non ridemmo.

9 commenti:

Fabrizio ha detto...

la cosa più affascinante del secondo capitolo è che è uguale al primo capitolo ma con meno righe di testo...

calindro ha detto...

immagino che l'ultimo capitolo sarà un unica riga:
generalmente orecchie da felino
o roba simile.
bravo, è un modo originale di pubblicare una storia a puntate, togliere parti di testo invece di aggiungerne di nuove

Michele ha detto...

ahah, mi dispiace, ultimamente la mia mente non connette; ed è già tanto.
Comunque spero che la VERA seconda parte vi sia gradita.

Marco ha detto...

Bei disegni. complimenti.

Anonimo ha detto...

Mi sà che hai una certa dimestichezza di macchie sulle (tue)camicie....e non solo di tè.

Michele ha detto...

caro anonimo, perchè ti interessano tanto le macchie sulle (mie) camicie?
Ti stai offrendo di lavarmele?

MARINO NERI ha detto...

ciao michele ce semo visti a lucca.
complimenti per i bei disegni come ti dissi già.
ma è vero sto uomo gatto poi?

Michele ha detto...

in che senso vero?

Michele ha detto...

Beh, comunque sì, è una storia basata su una vera diceria popolare delle mie parti.